Giocare con la mente

Contenuti
Obiettivi
Metodologia
Durata
A chi è rivolto
Équipe di formazione
Informazioni generali

Contenuti

  • Il gioco non è solo un momento essenziale della vita del bambino, ma anche una risorsa privilegiata per imparare e per entrare in relazione con gli altri.
  • Quali attività proporre per favorire lo sviluppo del potenziale intellettivo?
  • Che cosa può fare l'adulto per insegnare l'intelligenza?
  • Qual è il ruolo dell'educatore regista all'interno del triangolo adulto-bambino-ambiente?

    Questi alcuni dei temi affrontati, in modo pratico e divertente: sperimenteremo insieme come anche i bambini dai 3 ai 6 anni possono imparare a imparare.

Obiettivi:

  • Stimolare la modificabilità cognitiva del bambino, vale a dire la sua capacità di modificarsi sotto l'azione degli stimoli ambientali
  • Analizzare il ruolo dell'adulto come mediatore del processo di apprendimento
    Analizzare le attività svolte dal bambino nei termini delle funzioni cognitive implicate
  • Creare situazioni in cui il bambino viene sollecitato ad attivare processi cognitivi
    Utilizzare il gioco come risorsa privilegiata per imparare
  • Organizzare situazioni di vita quotidiana (vestirsi, cucinare, riordinare le proprie cose) come situazioni di apprendimento

Metodologia:
Il corso si caratterizza per un approccio spiccatamente laboratoriale: nel quadro di riferimento generale offerto dalla Pedagogia della Mediazione di Apprendimento di Reuven Feuerstein, i partecipanti vivono, costruiscono, analizzano e progettano situazioni di apprendimento tipiche della prima infanzia: dai giochi, alle esercitazioni didattiche, alle attività quotidiane.

In un primo tempo attraverso la simulazione i partecipanti vengono stimolati ad analizzare il proprio profilo di mediazione, vale a dire i comportamenti e gli atteggiamenti con cui si rapportano al bambino nel momento in cui si propongono di favorirne il processo di apprendimento. Successivamente le attività didattiche o ludiche proposte (dalla scheda Feuerstein al gioco della tombola, al puzzle) vengono analizzate nei termini delle richieste cognitive che pongono ai bambini (raccogliere informazioni chiare e complete, dare un nome a ciò che si osserva, essere precisi ed esatti quando serve, riflettere bene prima di agire o di rispondere). Dalla discussione che segue i partecipanti riescono ad estrapolare principi e regole generalizzabili, da applicare in altri contesti o situazioni.

Nel corso del laboratorio vengono utilizzati filmati, giochi strutturati, materiali didattici.

  • Un esempio........
    Chiamato in piemontese "bausette" o "baboja" è probabilmente il primo gioco che ci capita di fare con un bambino piccolo: consiste nel catturare la sua attenzione mostrandoci e poi nascondendoci, sottrarci al suo campo visivo e poi tornare a farci vedere, fino a quando il bambino sorride.
    Quello - ci spiegano gli psicologi - è un momento importante: ci dice che il bambino ha capito. Nella giocosità del nostro nasconderci e rivelarci ha afferrato l'alternanza apparizione/scomparsa. Baboja ci riporta a un tema molto studiato dai pedagogisti: il ruolo del gioco nello sviluppo mentale. Ma anziché lasciare il gioco al caso, si può indirizzarlo - scientificamente - allo sviluppo dell'intelligenza. Volete un esempio? Prendete un gioco di Natale, di quelli che ormai il bambino, annoiato ignora e proponetegli di ricominciare tutto da capo: "A quale altro gioco possiamo giocare?" Inventare, trovare nuove regole, cercare soluzioni: questo significa imparare giocando.
  • Cucinando un minestrone........
    Osservare la mamma che cucina e cercare di imitarla è un gioco, ma può diventare un'occasione di apprendimento. Mentre gioca con noi a preparare un minestrone, impegnato a selezionare gli ortaggi, a lavarli, a sbucciarli, a tagliarli, il bambino, se sollecitato da domande appropriate, attiva molte funzioni cognitive e operazioni mentali. :
    -osserva in maniera sistematica
    -usa tutti i sensi (vista, udito, tatto, gusto, olfatto) per raccogliere informazioni
    -confronta
    -definisce le caratteristiche degli oggetti con cui ha a che fare
    -classifica
    -mette in serie
    -discrimina gli avvenimenti sulla base del tempo e dello spazio
    -usa il pensiero ipotetico

Durata

corso di formazione di 1° livello 20 ore
corso di formazione di 2° livello 16 ore

A chi è rivolto

genitori e nonni, insegnanti di asili nido, di scuola materna e scuola elementare
educatori, tecnici della riabilitazione

Equipe di formazione

La formazione viene dispensata dalla formatrice Francesca Baldasso.
Francesca Baldasso
E' insegnante di scuola materna e applicatrice del Metodo Feuerstein. Si occupa da molti anni di potenziamento delle abilità cognitive nella prima infanzia. Ha attuato interventi formativi nell'ambito della scuola statale e del CIDI Infanzia. Ha elaborato un originale percorso che guida l'educatore ad analizzare il suo profilo di mediazione e a utilizzare o progettare strumenti di potenziamento cognitivo.

Informazioni generali

Per informazioni sui corsi e-mail: info@arrcaonlus.org tel.340-6968934


Su richiesta di Enti o Istituzioni il corso può essere organizzato per gruppi precostituiti (minimo 15 partecipanti) presso la sede scelta dal Committente.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni:

tel.340-6968934

NB: vi preghiamo di telefonare prima di effettuare l'iscrizione per essere sicuri dell'avvio del corso e del numero di posti ancora disponibili. Grazie

Con decreto 15/12/2006, prot. 1918, ARRCA Onlus è stata inclusa nell'elenco definitivo degli enti accreditati dal Ministero Pubblica Istruzione, per la formazione del personale della scuola